IL Fresato di asfalto nel cls


Secondo la EN 13108-8 con il termine fresato d’asfalto si intende il conglomerato bituminoso recuperato mediante fresatura degli strati di rivestimento stradale, che può essere riutilizzato come materiale costituente per miscele bituminose prodotte in impianto a caldo.

A tal proposito, la stessa norma specifica i requisiti per la classificazione, stabilendo i controlli da effettuare per accertare eventuali impurità del fresato come materie plastiche, legno, metallo o altri materiali non pertinenti, la frequenza di esecuzione delle prove nonché il contenuto di legante e la determinazione della distribuzione granulometrica.

Il reimpiego di fresato di conglomerato bituminoso rappresenta oggi una problematica molto grave ed attuale. A causa dei frequenti rifacimenti degli strati di usura delle pavimentazioni stradali, dettati soprattutto dalle sollecitazione del traffico pesante, si presenta il problema dell’accumulo – e relativo smaltimento – della parte di «fresato» della pavimentazione stessa.

Il recupero e successivo reimpiego del fresato riguarda solo una minima parte percentuale, in alcune tipologie di conglomerato o per sottofondi stradali.  

 

Lo smaltimento del fresato e delle croste d'asfalto è diventato molto problematico. Infatti nonostante l'impiego sempre più elevato di miscele bituminose e sottofondi stradali con componenti riciclate e l'oculata pianificazione dei lavori, la produzione di fresato e croste d'asfalto supera ampiamente la capacità di riciclaggio attuale ed a medio termine.

I depositi temporanei presso le strutture esistenti sono perciò saturi, così come la disponibilità in discariche per materiali inerti. Inoltre nei prossimi anni gli importanti cantieri legati al risanamento fonico delle strade e al rinnovamento autostradale produrranno ingenti quantitativi di fresato d'asfalto, che non potranno essere reintegrati completamente nel ciclo produttivo.

Per far fronte a questa situazione e scongiurare possibili ricadute negative sull'ambiente, Beton Technology Srl ha studiato diverse miscele contenenti per l'appunto fresato di asfalto, ed il tema che vogliamo inserire nel dibattito è legato al reimpiego di questo materiale nel calcestruzzo.

L’idea di partenza sull’utilizzo del fresato è incentrata su alcune caratteristiche basilari: 

1) elevata qualità dell’aggregato impiegato; 

2) assenza di catrame nelle miscele; 

3) presenza di bitume in quantità non elevate; 

4) presenza in grandi quantità in aree non discoste.

Sono già state effettuate diverse sperimentazioni in questo senso alcuni anni fa; in talune di queste, si è osservato che - pur avendo testato i Mix fino al 30% ed oltre di reimpiego di fresato, - si raccomandava un utilizzo dello stesso fino ad una percentuale massima del 15% (supponiamo per via della diminuzione di prestazione rispetto ad una omologa miscela con solo aggregato naturale).

Nella sperimentazione eseguita da Beton Technology Srl invece, non si è partiti dal concetto di «minor prestazione rispetto all’aggregato naturale», ma si è voluto creare un materiale con caratteristiche intrinseche  «proprietarie», cioè peculiari di quel dato materiale composito. Abbiamo proposto la sigla «BRF» - che sta per «Beton con Riciclo di Fresato» - per individuare questa nuova tipologia di calcestruzzo.

 




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